io gioco coi libri

Publié le par Laura

un gioco carino che ho preso in prestito da  b[LO]g: partendo dalla mia età sono andata a prendere degli stralci di testo da tre libri diversi che si trovavano alla pagina corrispondente al numero dei miei anni:

 

"Non è possibile! Sono le otto e mezzo di sera e rieccomi qui, in vetreria! Il fatto è che ero così sicuro che sarei riuscito a rimettere a posto le cose, che Gail...Non dico che doveva farsi spuntare all'improvviso un paio d'ali e perdonarmi dalla sera alla mattina...ma pensavo che si sarebbe abbastanza calmata da riprendermi in casa. Voglio dire, come cazzo facciamo a parlare delle faccenda se non mi fa nemmeno entrare in quella maledetta casa?Non intendo certo passare il resto della mia vita in ginocchio, a supplicarla attraverso la fessura della buca delle lettere!" da  Il papà della domenica  di Claire Calman

 

"Quando questo schifo di conversazione è arrivato alla fine ho messo giù il telefono e sono rimasta stordita e arrabbiata a guardare i piatti sporchi nel lavandino, poi ho spostato lo sguardo verso la finestra, verso il cielo azzurro e bianco. Dopo qualche minuto Goli è uscita fuori dalla sua stanza, ha messo su il bollitore con l'acqua e quindi ha fatto partire un disco di Aretha Franklin. Quando è arrivato il suo pezzo preferito, quello che fa I say a little prayer for you l'ha messo da capo tre volte di fila. Ogni tanto si alza e ci balla sopra. Quello che Goli mi ha insegnato è che anche se nella vita ci sono guasti dentro di te o fuori di te, anche se certe volte ti sembra che i rapproti umani sono sotto il livello minimo e tutto fa un po' cagare, ci sono sempre delle cose a cui puoi attaccarti. La musica, le sigarette e il caffè, per esempio". da Sono pazza di te di Rossana Campo

 

"Durante l'estate di quell'anno, Lilla doveva aver perfezionato il suo modo di prendere la mano di un uomo fra le sue e di guardarlo come se pendesse dalle sue labbra; come se non vedesse l'ora di sentire la sua voce, quasi sapesse in anticipo che avrebbe pronunciato le parole più belle che le fosse mai capitato di ascoltare. E quando gli rispondeva, sussurando, lui non poteva che trovare irresistibile la sua balbuzie. Ernie stava cercando moglie. "Un uomo celibe è come una nave senza zavorra" aveva scritto ai suoi qualche tempo prima. Evidentemente pensò che Lilla fosse esattamente la zavorra di cui aveva bisogno." da La stanza delle spezie di Frances Osborne

Pour être informé des derniers articles, inscrivez vous :

Commenter cet article